Sulle sue sponde sorge Lovere, recentemente nominato "Uno dei più bei Borghi d'Italia" dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Situata tra due valli, la Valle Cavallina e la Val Camonica, vanta antichissime origini di cui conserva resti medioevali come la Torre Soca, la Torre degli Alghisi, la quattrocentesca chiesa di S. Maria, la chiesa di S.Giorgio e la pinacoteca di Palazzo Tadini.
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Da Lovere, con il battello si raggiunge la verde Monte Isola, la più grande isola lacustre europea che ha un perimetro di nove chilometri e una superficie di quasi cinque chilometri quadrati. È una vera montagna scoscesa e boscosa nella parte sud-orientale e degradante a terrazze di campi coltivati verso occidente. Nel punto più alto, a 600 metri sul mare, vi è il santuario della Madonna Ceriola da cui si gode un vasto panorama su quasi tutto il lago. Il primo impatto con l'isola avviene a Peschiera Maraglio, antico borgo ancora oggi abitato in prevalenza da pescatori e fabbricanti di reti. Tutti hanno il loro "naèt", la tipica imbarcazione del pescatore sebino, e fanno essiccare il pesce al sole sugli archetti. Le pittoresche viuzze attorniate dalle case con i loro cortiletti angusti, sono gli elementi caratteristici di questo piccolo centro.
Da Lovere, costeggiando la sponda occidentale del lago, si incontra Castro. Ha qui inizio il tratto più selvaggio e cupo del lago: la strada scavata nella roccia, procede attraverso gallerie, curve ardite. Si entra in un un luogo di particolarissima suggestione ambientale dove si affacciano lame rocciose verticali, strapiombanti a formare un orrido alto un paio di centinaia di metri che si specchia nell'acqua: il Bogn di Zorzino. Si racconta che Leonardo da Vinci venisse spesso in villeggiatura sul lago d'Iseo e che rimase affascinato dall'Orrido di Riva di Solto al punto che divenne, si dice, lo sfondo della famosa Gioconda. Il tratto di lago tra Lovere e Riva di Solto è particolarmente adatto, per il vento favorevole, alla pratica di sport nautici come vela e windsurf.
Verso Riva di Solto, antico centro medioevale, il paesaggio si fa più tranquillo e riposante e la vegetazione è inaspettatamente mediterranea: lecci, olivi, cipressi. Si prosegue per Tavernola con l'elegante passeggiata alberata, il porticciolo turistico e la torre Fenaroli, prospiciente al lago, che faceva parte della fortificazione che proteggeva l'antico nucleo.
Infine Sarnico, la localitá piú a sud del Sebino, dove il lago si restringe ad imbuto divenendo fiume Oglio. È zona di grande richiamo turistico, per le grandi piazze affacciate sul lago dove i molti bar e ritrovi accolgono i visitatori in cerca di una piacevole sosta accarezzati dalla brezza lacustre.
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La cucina di pesce
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I nostri laghi conservano, grazie alle loro caratteristiche particolari, molte varietà di pesce che arricchiscono le nostre tavole.
Nel lago d'Iseo, ad esempio, grandi quantità di sardine di lago (agoni) e di alborelle (òe) vengono a deporre le uova nelle acque pulite della costa settentrionale durante tutto il mese di giugno, prima di tornare in profondità per il resto dell'anno. In questo periodo, sulle coste di Monte Isola e dei paesi rivieraschi, gli agoni stesi ad essiccare al sole sugli archetti, per poi essere conservati sott'olio, rinnovano ogni anno una tradizione antica. Questi pesci, insieme con i pregiati salmerino, coregone, persico e tanti altri ancora (tinca, luccio, cavedano, trota, bottatrice, anguilla) vengono serviti in mille modi appetitosi. Conservati sott'olio e serviti sulla polenta alla brace, in carpione (cotti con aceto e cipolla), al forno, sfilettati e cotti alla griglia, fritti o in padella con burro ed erbe aromatiche, ripieni, marinati a freddo... Nelle nostre cucine, la fantasia è sfrenata, ma gli ingredienti sono da sempre gli stessi: buoni, semplici, genuini. |
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